13/02/2016

Gissi: il reclutamento non generi conflitto e divisione

Altro che “precariato finito”, le manifestazioni che oggi si sono svolte in tutta Italia danno un  segnale molto preciso: il precariato purtroppo è una realtà diffusa ancora ampiamente nel mondo della scuola, le risposte che i precari attendono da anni non sono ancora venute, in molti casi i loro sacrosanti diritti restano disattesi. Questa la realtà, al di là delle cifre che con troppa disinvoltura vengono talvolta sventolate, per essere poi ridimensionate o smentite. Cifre che ci dicono, peraltro, che quest’anno i precari  sono molti di più dell’anno precedente: erano 118.000, siamo quasi a 150.000. E che gli stessi posti messi a concorso, come ci ha detto la ministra Giannini pochi giorni fa, si riferiscono a un triennio, altro che vederli tutti coperti a settembre con personale di ruolo, come si augurava con enfasi il Presidente del Consiglio!

10/02/2016

Mobilità, firmata l'ipotesi di CCNI. Rimediati molti guasti della 107, nessun avallo a chiamata diretta

L’ipotesi del Contratto Collettivo Nazionale Integrativo (CCNI) sulla mobilità dei docenti per l’anno scolastico 2016-2017, firmata oggi da FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS Confsal, riporta alla naturale sede del negoziato una materia impropriamente collocata nella legge e soprattutto consente di rimediare a molte delle criticità e sperequazioni che la legge stessa ha determinato. La trattativa, pur non potendo essere pienamente risolutiva di tutte le problematiche indotte dalla 107, ha consentito di ottenere importanti risultati: tutto il personale già in ruolo prima della sua entrata in vigore conserva la titolarità su scuola anche in caso di trasferimento o passaggio in ambito provinciale, e in parte anche in caso di mobilità interprovinciale; assume la titolarità di scuola il personale della secondaria di II grado oggi facente parte della DOS; si rimuove per tutti l’obbligo di permanenza triennale nella provincia di assunzione; si individuano modalità specifiche per l’accesso alle scuole con carattere di specialità (CPIA, scuole speciali, ecc.).   
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09/02/2016

LE OOSS DEL LAZIO CONTESTANO AL DIRETTORE LA COMPOSIZIONE DEL COMITATO VALUTAZIONE

Le Segreterie Regionali delle OO. SS.  rappresentative del comparto Scuola hanno contestato per iscritto al Direttore Regionale, Gildo De Angelis, il suo Decreto del 29 gennaio scorso, concernente la nomina dei componenti del Comitato di valutazione dei docenti, istituito dal comma 129 della legge 107, meglio nota come “Buona Scuola”. Le OO. SS.  ritengono che il decreto di cui trattasi sia viziato nella forma e nella sostanza, in quanto, il Direttore Regionale, dopo aver richiesto la disponibilità dei dirigenti scolastici a far parte del controverso organismo, in realtà ha poi nominato d’ufficio gli stessi, anche quando questi ultimi non avevano ritenuto di esprimere detta disponibilità. Trattandosi di prestazione non prevista dal profilo professionale dei dirigenti, così come fissato dal contratto di lavoro, nonché gratuita, le OO. SS.  ritengono che l’Ufficio Regionale non abbia titolo a procedere a nomina d’ufficio.

Parimenti privo di fondamento giuridico appare il ricorso ai dirigenti scolastici in quiescenza, non previsto nel testo della legge. Immotivata, infine, l’esclusione dei docenti dalla partecipazione ai comitati, possibilità che è, invece,  esplicitamente affermata dalla legge 107. Tale esclusione, è il caso di sottolineare, ha portato ad un carico di lavoro aggiuntivo sui dirigenti scolastici per far fronte alle esigenze delle scuole laziali. Dirigenti con doppio incarico, e persino triplo, quando la partecipazione nei Comitati di valutazione viene a sommarsi con l’incarico di reggenza, a evidente detrimento della funzionalità delle scuole.

Le Segreterie Regionali si riservano la possibilità dell’impugnativa in sede giurisdizionale dell’atto contestato.

scarica lettera Segreterie Regionali 

03/02/2016

Gissi: contrattare sulla mobilità è scelta giusta, utile e coerente. Non si facciano regali al Governo

La trattativa in corso sulla mobilità non è un cedimento né un avallo ai contenuti della legge 107, ma l’esatto contrario. Se riusciremo a concluderla nel pieno rispetto dei punti di intesa fin qui raggiunti avremo ridotto certamente l’impatto negativo di norme che non ci piacciono, su cui continua il nostro impegno per ottenere modifiche, ma che nel frattempo esistono: conviene a qualcuno lasciare che l’Amministrazione sia messa in condizione di applicarle, indisturbata, così come  sono scritte nella legge? Sicuramente non alle lavoratrici e ai lavoratori della scuola, che sanno bene come le contestatissime disposizioni su ambiti e chiamata siano frutto della 107, non di una trattativa contrattuale.
 
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15/01/2016

Il malcontento per la riforma rimane alto. Intervista di Gissi a Tecnica della Scuola.

La Segretaria Generale della CISL Scuola, Lena Gissi, ha rilasciato un'intervista a Tecnica della Scuola. Cliccare sul link per leggere. 

14/01/2016

Elezione del presidente CSPI: dall’ANP una polemica frutto di smisurata presunzione

Le argomentazioni con cui l’ANP ha motivato la decisione di non votare Francesco Scrima come presidente del CSPI sono qualcosa di diverso dall’espressione di un legittimo dissenso e si rivelano frutto di una smisurata presunzione. 
Che l’elezione di un rappresentante sindacale sia “un chiaro e anacronistico segnale di prevalente attenzione al personale scolastico” è affermazione non solo gratuita e apodittica, ma addirittura stravagante se a pronunciarla sono i rappresentanti, a loro volta, di un sindacato. Evidentemente l’unico a non essere “espressione del corporativismo e del conservatorismo sindacale”. L’unico a potersi fregiare della patente di innovatore, che l’ANP si autoassegna, relegando nel girone dei conservatori incalliti il resto del mondo. Nel caso in questione, tutti, ma proprio tutti gli altri componenti del Consiglio: eletti, designati, nominati.
Ma non basta: accantonata ogni falsa modestia, l’ANP si intesta un altro primato, quello della competenza, della chiarezza e della responsabilità, che farebbero dei suoi rappresentanti “i migliori soggetti qualificati per esprimere supporto tecnico-scientifico all’esercizio delle funzioni di Governo”.
Difficile stabilire se questo delirio di onnipotenza derivi da eccessiva autostima o dalla frustrazione da isolamento dopo gli esiti di una votazione che solo l’ANP non considera di buon auspicio per il percorso che attende il neocostituito CSPI. 
Per quanto ci riguarda, non accettiamo lezioni dall’ANP sulla capacità di assumere come orizzonte di riferimento l’interesse generale, e non solo quello di chi direttamente rappresentiamo. Con una postilla: consideriamo da sempre un connotato qualificante della nostra identità  l’essere espressione di tutte le professionalità operanti nella sistema scolastico  - docenti, personale ATA, dirigenti - in forza di un’idea di scuola come comunità educativa che proprio in quanto tale può realizzare il massimo di efficacia e di qualità, a beneficio dei suoi “utenti” e dell’intera società. Una scuola nella quale il dirigente scolastico svolge un ruolo essenziale e non ha bisogno di "iniezioni di potere" per accrescere la sua autorevolezza. 
Nessuno, e men che meno l’ANP, abbia la presunzione di insegnarci come si contrastano le pulsioni corporative, né come si promuovono innovazione e qualità. 

Roma, 14 gennaio 2016

Lena Gissi, segretaria generale Cisl Scuola

13/01/2016

Insediato il Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione. Francesco Scrima eletto presidente

05/01/2016

L’ANP E I DOCENTI “CONTRASTIVI”

La legge 107 comincia a produrre i frutti avvelenati che fin dall’inizio era prevedibile producesse.

Nella sua attività di formazione dei propri iscritti sulla delicata materia del Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF), l’ANP, associazione sindacale che da subito ha mostrato entusiastica adesione alla Scuola secondo Matteo, ha scritto in una slide che tra i tanti vantaggi del PTOF (tra i quali, per inciso, rientrerebbe anche il venir meno, per i docenti,  della certezza di una scuola vita natural durante, in favore della rotazione triennale) c’è quello, per  le scuole, di non avere  più le mani legate rispetto ai docenti “contrastivi”. Ha il suo gran da fare il vicepresidente dell’ANP, volto mediatico dell’organizzazione (e, all’occorrenza, punching ball della stessa), per tentare di ridimensionare la vistosa gaffe, affermando, come fa in un’intervista a Orizzonte Scuola, che tale caratteristica va giudicata in relazione alla coerenza del profilo professionale del docente con il piano dell’offerta formativa, e non già in riferimento agli orientamenti culturali o politici del dirigente scolastico. Il PTOF, aggiunge il nostro nell’intervista di cui trattasi, è il frutto di un’elaborazione del Collegio dei docenti, il che sarebbe garanzia sufficiente a sventare ogni possibilità di arbitrio. Peccato, aggiungiamo noi, che tra le tante storture di questa legge, di cui l’incidente occorso all’ANP disvela in modo concreto il profilo antidemocratico, ci sia anche quella che il PTOF venga sì elaborato dal Collegio dei docenti, ma sulla base degli indirizzi definiti dal dirigente scolastico (comma 14 legge 107/2015), il che rende assai tangibile quel rischio di condizionamento politico-culturale del docente che il vicepresidente dell’ANP tenta goffamente di occultare.

L’episodio dimostra, una volta di più, che il nostro Paese è prossimo alla distruzione della libertà di insegnamento, la quale, come si sforzano di predicare i costituzionalisti, è l’avamposto estremo della libertà di pensiero. Non è, quindi, affatto esagerato parlare, in riferimento alla Buona Scuola secondo il Verbo Renziano, di un provvedimento che determina un grave deterioramento del tessuto democratico del Paese.

All’ANP, invece, vogliamo dire che le pagine migliori della Scuola Italiana le hanno sempre scritte i “contrastivi”: i pochi docenti  universitari che rifiutarono il giuramento di fedeltà al fascismo; in modo meno drammatico, ma altrettanto significativo, il maestro Manzi, che non ebbe mai rapporti idilliaci con i burocrati (ma il suo ricordo è rimasto, mentre è sbiadito il loro); Don Milani, che, sia pure con riferimento ad altri contesti, enunciò, nel titolo di un suo libro, un principio che ispirò anche la sua opera di insegnante: L’obbedienza non è più una virtù. Del resto, la cultura è contrastiva per principio. Se così non fosse, saremmo ancora qui a credere che avesse ragione Tolomeo e torto Copernico.  

link ad articolo correlato su Orizzonte Scuola
Intervista a Orizzonte Scuola del vicepresidente ANP

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